17 Giugno 2012, La Grecia vota il suo futuro

Il voto greco fa paura. Se la coalizione della sinistra radicale, Syriza, dovesse affermarsi alle elezioni di domenica, esiste una possibilità (remota) che il nuovo governo faccia saltare il tavolo. Alexis Tsipras, il capo del raggruppamento, l’ha minacciato con decisione sino a qualche settimana fa.

Domenica 17 Giugno per i Greci ci sarà l’ora X, dovranno decidere quel che resta del loro destino che ormai molti danno per segnato e spacciato. I greci dopo 5 anni di recessione a -5 % e quest’anno a meno 7% , con una disoccupazione al 29 %, le banche senza crediti e le pensioni a 500 euro al mese, hanno l’ultima chance di farsi sentire.

Cosa succederà dopo? Penso poco, vincerà  Syriza con un 25/30 % farà proclami di abbandono dell’Area Euro, ma tutti sanno che la Grecia non è indipendente, ma ben si commissariata.

I greci ormai sono succubi di un destino , che in gran parte si sono creati , dalle Olimpiadi del 2004 in poi i costi sociali sono lievitati, i tagli sono stati inesistenti e poi ciliegina sulla torta i bilanci falsati!
Tornando a  domenica sera o meglio ancora Lunedi mattina , il destino dell’Euro sarà sempre lo stesso? Difficile capire cosa potrà succedere, i greci chiederanno di rivedere i piani di austerity, l’Europa potrà concedere al massimo un anno in più rispetto al piano originale, ma nulla di più.  A questo punto la Grecia è finita. Le elezioni non ci saranno più , FMI e BCE saranno i veri capi del paese ellenico.

L’uscita vera e propria rimane un ‘illusione, la BCE non permetterà mai che uno stato lasci il gruppo per il semplice motivo che non è contemplato, sarebbe l’esempio di un fallimento ed a ruota Spagna e Italia potrebbero chiedere di lasciare per non essere soffocati.

La Grecia , poi la Spagna ed oggi l’Italia tutti con gli stessi mali. Alti debiti , alti costi pubblici, poche riforme e zero crescita. Quale sarà il futuro di questi paesi? Per gli ultimi due ci sono dei margini di salvezza dato dal fatto che hanno economie capaci di creare valore , per la Grecia rimarrà il paese più povero d’Europa, che userà i denari per pagare debiti e tasse.

Rimane curioso capire solo come reagiranno i Greci. Finite le elezioni, le promesse di  Tsipras, o verranno messe in pratica con dei grossi problemi nei confronti della BCE , o saranno parole al vento con problemi maggiori nei confronti dei cittadini …

2 commenti:

  1. ClaudeMilanese12 giugno 2012 09:56

    Giuste considerazioni.
    Aggiungo però che anche tu tralasci una parte fondamentale del discorso ovvero la DESCRIZIONE REALE di cosa vuol dire l'esotica parola DEFAULT ovvero bancarotta dello stato, condizione che l'Italia l'11 Novembre del 2011 ha sfiorato drammaticamente.
    Bisogna spiegare alle persone, e se qualcuno avesse un minimo di coscienza dalle parti di Atene dovrebbe spiegarlo per primo ai Greci, cosa comporta la bancarotta di uno stato nel 2012....che è poi il motivo percui Syriza NON uscirà dall'euro.
    Immaginiamo una Grecia che esce dall'euro e fa bancarotta:
    A) lo stato comunica che l'erogazione di tutti gli stipendi pubblici e tutte le pensioni è sospesa e che invece saranno ritirabili dei "pagherò" (boh...mah...forse...).
    B) Gazprom, principale fornitore di gas della Grecia, sospende immediatamente l'erogazione (ha gia minacciato di farlo a fine Giugno..); ergo si feermano le centrali elettriche Greche e il Paese, tranne probabilmente alcune strutture militari e private autosuffiecienti, precipita nel blackout. Zero telefoni, zero macchinari, zero servizi, il buio.
    C) Le derrate alimentari, tranne nelle zone rurali dove c'è coltivazione e allevamento, scarseggiano da subito fino ad esaurirsi nelle gradi città entro 2 settimane.
    D) quello che succede da qui in poi è insondabile, ci si può solo rifare al caso Argentina che vide svilupparsi una mini-guerra civile (44 morti e oltre 2000 feriti gravi in 2 settimane) e l'immediata creazione dell'FMI che pompò 88 miliardi di dollari nel sistema Argentino consentendo di ripristinare la corrente elettrica, gli approvvigionamenti basilari e un minimo di servizi...il popolo Argentino fece il resto e la situazione piu o meno si risolse (con 12 anni di semi-povertà seguenti, disoccupazione al 40% e molte famiglie che vissero di orti e pollame allevato in giardino).

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  2. Hai perfettamente ragione. LA grecia è troppo debole, senza materie prime e peso politico per chiedere di uscire. Sarebbe un paese del terzo mondo. Ma a questo punto le domande sono: li lasciamo morire pian piano o stacchiamo la spina. Non so bene cosa succederà..

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